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Tra Edonismo ed Egoismo di Matteo Carlucci

Oggi sembra farsi avanti un nuovo ruolo per il vino, inquietante per quanto mi riguarda. Nell'attuale turbinio social che ha connesso ormai tutto il globo, permettendo ad ognuno di noi emettere il proprio raglio in rete, per vedersi rispondere potenzialmente da chiunque, conosciuto o meno, semplicemente con lo scopo apparente di "CONDIVIDERE" una esperienza, un pensiero, un ricordo. Ma questo condividere, a ben guardare, si palesa nella maggioranza degli episodi come un succulento boccone per il proprio EGO. Il proprio IO costantemente in cerca di certezze, conforto, approvazione, in un mondo sempre più ampio di vedute, con orizzonti labili, futuro incerto, economie in uno stato di crisi permanente.... Read More

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IL BUON VINO NATURALE DI FRANCESCO FALCONE

Ogni vino naturale quando è sano porta conforto ai nostri sensi e radici nella nostra memoria. Il vino naturale quando è buono si beve con tale gioia che poi si fatica a scegliere altro. Il vino naturale quando è serio sembra inventare nuovi racconti dei luoghi in cui origina, così che ogni volta è una sorpresa. Il vino naturale quando è autentico sprizza energia e nutre la nostra immaginazione, creando quasi una dipendenza nel bevitore sensibile al genere. Read More

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IL NEBBIOLO, VINO PER DEGUSTATORI PAZIENTI di Francesco Falcone

Il vino Nebbiolo non si dà a chiunque e anzi esige attenzione, preparazione e passione. Il vino Nebbiolo è cieco e sordo alle esigenze del prossimo, se ne frega di piacere, di ammiccare, di apparire disinvolto e piacione: niente di niente. Il vino Nebbiolo partecipa al mondo con aria di sprezzante superiorità, facendo di tutto per garbare a pochi; non corre, non vola, non sorride e non è quasi mai capace di privilegiare gli elementi più consolatori che buona parte dei bevitori ricercano. Read More

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ALTO ADIGE, UNO SGUARDO CRITICO Di Francesco Falcone

Il primo aspetto che dell’Alto Adige rimane negli occhi del viaggiatore, è la luce. Nitida, brillante, verticale, un laser tra frutteti e vigneti, tra montagne e fiumi. Poi c’è il vento, che tira forte: è il tiepido Favonio (Föhn in tedesco), che spazza via le nuvole e rende miti le temperature diurne: esso si presenta quando le correnti d'aria, nel superare le Alpi, arrivano lungo la Valle dell’Adige perdendo parte della propria umidità per aver scaricato a monte le precipitazioni più minacciose. Dopodiché i terreni, calcarei o basaltici, bianchi o rossi, più o meno argillosi, ma sempre leggeri, permeabili, in grado di conservare l’opportuna sanità anche nelle stagioni più difficili. Read More

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