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I PARADOSSI DELLA DEGUSTAZIONE Di Francesco Falcone

La degustazione è come l’inizio della primavera, instabile e irrisolta: un profumo e un gusto, una sensazione e una riflessione possono emergere come un lampo e poi estinguersi bruscamente, per ragioni pressoché misteriose, come misteriose sono quelle giornate di marzo, in cui il sole si alterna alla pioggia e il caldo al freddo, senza alcun preavviso. Read More

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BIANCHI FRIULANI, UNA RICOGNIZIONE Di Francesco Falcone

C’è uno spicchio di Mediterraneo che confina con la Mitteleuropa: si chiama Friuli ed è impregnato di storie. Storie di uomini tenaci e di celebri bianchi. Come anche di scrittori del vino che qui, a vario titolo e per ragioni diverse, ci hanno lasciato il cuore, raccontandoci emozioni indelebili: Gino Veronelli e Walter Filiputti su tutti. Read More

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LA RELAZIONE CON IL VINO Di Francesco Falcone

Per noi degustatori, quella col vino è una relazione. E come tutte le relazioni, a distanza di tempo, potrebbe rilevarsi ripetitiva, faticosa, noiosa. Vuoi per pigrizia, vuoi per consuetudine, ma ancora più spesso per paura che cambiare qualcosa possa metterci in difficoltà, possa rubarci le nostre certezze, possa scoprire le nostre debolezze, possa svelare la nostra immaturità. Ai tanti degustatori che si proteggono nelle loro rassicuranti convinzioni, per cui un rosso è un rosso, un bianco è un bianco, uno spumante è uno spumante; per cui un rosso è tannico, un bianco acido, uno spumante gasato; per cui un rosso va servito caldo, un bianco freddo, uno spumante gelido. Ecco, a quei degustatori lì, alcuni di loro anche molto dotati; a quei degustatori che preferiscono seguire il percorso di sempre, nel pieno di un comfort regolato da protocolli ortodossi che usano come uno scudo per difendersi da ogni eventuale deviazione, da ogni possibile tentazione; ecco, io a quei degustatori suggerirei di fare un passo avanti, prima di entrare nel tunnel di quella relazione ripetitiva, faticosa, noiosa. Read More

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ALCUNE RIFLESSIONI SUL METODO CLASSICO

In spiaggia, sulla terrazza più ventilata di Cesenatico, con la leggerezza di chi fa sul serio e la complicità dei “Sommelierdellasera”, abbiamo stappato tante bottiglie più o meno note agli appassionati, provando a riconoscere le caratteristiche essenziali dei tre più importanti nuclei spumantistici d’Italia, qualora si faccia riferimento al Metodo Classico: Franciacorta, Oltrepò Pavese e Trento (accennando, va da sé, al ruolo storico del Piemonte). E insieme ci siamo fatti persuasi, calice alla mano, delle differenze sensoriali più evidenti tra i rispettivi terroir, tenendo conto che la parola terroir trae il suo significato più credibile nell’ambientazione (non nell’ambiente, proprio nell’ambientazione) in cui ogni gesto enoviticolo si compie, da chi il vino lo fa (uomini e donne) a chi il vino lo nutre (la natura), senza dimenticare la storia e la memoria collettiva di ogni distretto. Read More

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LA NUOVA UMANITÀ DELLA DEGUSTAZIONE Di Francesco Falcone

Quello della degustazione è diventato un mondo aperto e assai più popolato di un tempo. Negli ultimi vent’anni anni un grosso numero di persone che prima non vi aveva sostanziale accesso, è entrato nel club.Oggi tante donne e tanti uomini hanno a cuore la degustazione, che stimola l’incontro con il vino, con i suoi luoghi e con la sua gente, in un circolare movimento dialogico, nel quale si ascolta e si parla, si riceve e si dà. Che ci porta a ricordare col cuore. Ricordare non è rammentare: posso rammentare una legge e una formula, quindi qualcosa che connetta la memoria all’intelletto. Ma il vino, il suo sapore, le persone con cui l’ho bevuto, li ricordo con le viscere, li ricordo con affetto e calore. Read More

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Domenico Clerico, alle origini del nuovo Barolo Di Francesco Falcone

L’ho tirata fuori dal cassetto dei ricordi e rileggendola mi sono accorto che ha ancora qualcosa d’interessante da dire, per tanti appassionati. Domenico non c’è più, la morte se lo è portato via nella bollente estate del 2017. Aveva 67 anni. Il mio, è un modesto contributo per non dimenticarlo. <> Read More

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LA BARBERA E IL BARBERA APPROFONDIMENTI E RIFLESSIONI Di Francesco Falcone

Se è vero che il vino custodisce la memoria degli uomini e dei luoghi, allora la Barbera racconta molto del Piemonte e dei piemontesi. <> scrisse Paolo Monelli in Optimus Potor. Uomini e donne che producono e bevono vini seri e robusti, che sanno invecchiare bene. Read More

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IL TEMPO DELLO CHAMPAGNE Di Francesco Falcone

Il tempo invecchia in fretta, scrisse Tabucchi. Non per quel malconcio flacone di Dom Pérignon Vintage 1980 scovato nella cantina di un anziano collezionista e posto sul mercato senza alcuna idea di quanto fosse ancora prezioso, per noi bevitori di sogni. Come il fiore schiacciato tra la pagine di un libro, il cui breve frammeto odoroso scatena illusioni di luci, il vecchio Champagne si riaccende nel tramonto di maggio, toccando i sensi fino alla vertigine. Read More

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La bellezza del vino Di Francesco Falcone

La bellezza isolata è culto dell’apparenza, dell’effimero, del piacere superficiale; la bontà isolata è sapore senza sapere, passione come fuoco di paglia, godimento incivile; la verità isolata è una procedura dimostrativa che non sostiene l’eccezione, la contraddizione, l’indicibile, e dunque le umanità più umane. Io ad esempio mi innamoro del sorriso e delle cicatrici. Ecco, del sorriso e delle cicatrici non posso proprio farne a meno. Read More

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LA MIA SPUZZOLINA E CRISTAL NATI SOTTO IL SEGNO DEI PESCI Di Francesco Falcone

Ho brindato con Cristal 2009. So bene che molti appassionati si sono lasciati trascinare dal clamore mediatico suscitato dalla ormai speculativa 2008, ma io mi ostino a suggerire a chi mi segue di dare una meritata possibilità di riscatto alla più accalorata e tenera 2009. L’osannato Cristal 2008 è tenace, ermetico, quasi spietato nella sua disposizione acida e non ho dubbi che si tratti di uno Champagne di abissale profondità, in grado di evolvere in modo regale. Tuttavia non lo stapperei né oggi né nei prossimi due anni, perché destinato a emanciparsi lentamente. Invece l’edizione 2009 è fin da principio più aperta, più concessiva, più in sintonia con la mia idea di Cristal, esibendo una dolcezza esotica affatto noiosa, un tessuto prossimo alla seta e una spensieratezza complessiva che mette le ali al sorso. Read More

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LA DEGUSTAZIONE IMMAGINATIVA Di Francesco Falcone

Che cosa significa degustare un vino? Grossomodo significa conoscerlo attraverso un percorso che porterà l’assaggiatore a guardare, annusare e gustare un po’ di liquido in un calice. In seconda battuta, degustare significa pensarlo quel vino, parlarne, metterlo in contatto con altri vini, riflettere sulle sue qualità e su quelle del suo terroir. Read More

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IL DEGUSTATORE E L’INFINITO

Allo stesso tempo, così come nelle cose della vita ho compreso che le parole “amore” e “rispetto” sono sinonimi, anche il mio rapporto con il vino si va indirizzando in quella direzione: occorre aprirsi alla comprensione. Il vino è ciò che noi siamo, incontrandolo. E più noi saremo disponibili al suo ascolto, più noi saremo ospitali e capaci di lasciarlo esprimere, più quel liquido sarà in grado di raccontarsi. Read More

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EMPATIA E ACCETTAZIONE Di Francesco Falcone PER UNA DEGUSTAZIONE CRITICA DEL VINO.

Un vino, e parlo di un vino di qualità, deve essere trattato con rigore e comprensione, attenzione e complicità. Tutto questo dipende dalla capacità di empatia del degustatore. L’empatia non si limita alle risposte emotive immediate e scontate: è facile provarla per una bottiglia prestigiosa acquistata in enoteca per scelta e per conoscenza diretta, è molto più difficile metterla in campo quando una batteria di calici contiene una tipologia di vino tanto poco nota quanto imprevedibile, che fatica a concedersi e predispone al dubbio. Read More

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Intorno al Vino, diario di un degustatore sentimentale Di Francesco Falcone

Per chi abbia capito in quale direzione sta portando la strada della propria vita, può risultare prezioso, prima di consegnarsi alla routine, lasciare il rettilineo dell’ovvietà e prendere una leggera deviazione su un sentiero meno battuto o addirittura non ancora esplorato. Potrebbe succedere che, di deviazione in deviazione, piegando più volte nella direzione di ciò che non è scontato, si arrivi a segnare, con la vita, un cerchio. Ecco, quel cerchio, la cui figura rimanda a un percorso risolto, a un traguardo in qualche modo raggiunto, non è raro ottenerlo mentre si fanno percorsi laterali, inediti, perfino quando si pensa di essere finiti in una mulattiera senza via d’uscita. E che la fine sia vicina. Read More

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