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Bevi meglio, TREGUSTA! A noi piace così

  • Bevi meglio, TREGUSTA! A noi piace così

A noi piace  ‘Tregustare’.

No, non è un errore di ortografia, dopo “petaloso”, utile termine anche per il sommelier nella descrizione del sentore floreale, “tregustare”, per noi, è la degustazione a 360 gradi. Tregustare significa unire 3 diversi approcci al bere in un’unica, totale e piacevole esperienza gustativa:

La degustazione edonistica, la degustazione tecnica e la degustazione estetica. Mi spiego.

La degustazione edonistica valuta il gusto del vino bevanda, “ci piace o non ci piace”, quindi dipende dai gusti individuali. Per quanto esperti ed allenati degustatori non possiamo evitare che il gusto personale ci influenzi e comunque lo si deve ascoltare.

È la nostra parte istintiva, veloce, scattante, arriva dopo un secondo che il vino viene visto, annusato, bevuto. Non si fa domande, giudica, utilizzando tutto il bagaglio di esperienze personali che il cervello vuole usare in quel preciso istante. Se ci si fermasse qui dovremmo però parlare solo di “bevuta” e non di degustazione.

L’ istinto è immediato, vero ma vulnerabile, si lascia a volte confondere da profumate “bolle di sapone” senza dare supporto nel riconoscimento della qualità del vino.

Questo è il confine, se così lo si può definire od imbrigliare in una parola, della degustazione edonistica.

Ecco allora che ci viene in soccorso la degustazione tecnica che, al contrario di quella edonistica,
vuole giudicare il vino limitando al massimo ogni condizionamento del gusto personale e valutando con precisi metodi di classificazione ogni aspetto: dalla limpidezza, colore, consistenza ed effervescenza dell’esame visivo alla intensità, complessità e qualità dell’esame olfattivo, dalla valutazione di morbidezze e durezze per la comprensione dell’ equilibrio alla intensità, persistenza e qualità dell’esame gusto-olfattivo.

Per chiudere si passa ai rilievi della struttura, dello stato evolutivo e della armonia complessiva. Ovviamente la degustazione tecnica “alla cieca ” è sempre consigliata per limitare condizionamenti di varia natura, legati soprattutto all’influenza del marketing e del produttore.

La degustazione tecnica è una meticolosa analisi per cercare di dare un voto al prodotto enologico,  misurandone quindi la qualità .

Nella sua “Fisiologia del gusto” Brillat-Savarin scriveva:

«Uno dei privilegi della razza umana è quello di poter mangiare senza aver fame e bere senza aver sete; ciò effettivamente non può accadere tra le bestie, in quanto nasce dalla riflessione sui piaceri della mensa e dal desiderio di prolungarne la durata».

Il vino da sempre predispone alla convivialità, alla parola ed all’ascolto, magia antica che ha in sé un fascino indiscutibile.

La degustazione estetica, dal greco aisthesis – sensazione – unisce piacere e tecnica ed entra per l’appunto nel campo della “percezione”, del godimento emozionale provato nell’aprire una bottiglia di vino in compagnia  e nel piacere di descriverlo più come un’ “opera”  che come “liquido”, il piacere della discussione sulla contrapposizione fra eleganza e potenza oppure in merito ai valori vitali  come la la giovinezza, la vigoria, la forza, la salute, la maturità o ancora in merito ai valori artistici di un vino come l’eleganza, la finezza, l’armonia.

Il confronto cresce ed il vino diventa musica, sinfonia, danza, movimento, onde fra naso e gusto, tra profumo ed aroma. Un grande vino porta sempre con sé maestosità e grazia insieme, soprattutto non manca mai di “allegria”.
Tregustare vino significa quindi “aspettarlo ed ascoltarlo”, riconoscere la qualità del prodotto, misurarne le sensazioni, con i sensi e con la testa, in buona compagnia, sempre!

Stefano Sommelierdellasera



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