Home / Degustazioni / Impressioni e degustazione dei vini etnei di ENÒ-TRIO

Impressioni e degustazione dei vini etnei di ENÒ-TRIO

Enò-Trio è l’azienda vitivinicola a conduzione familiare di Nunzio Puglisi, viticoltore etneo con esperienza trentennale: Enò-trio nasce nel 2013 dall’amore che nutre verso il vino, inteso non tanto come bevanda idroalcolica quanto per l’evoluzione in esso fino all’essere vita, per la viticoltura, per la natura in generale, per l’amore paterno verso le figlie Stefany e Désirée; da questo: “Trio”.
I vigneti si dislocano su 6 corpi in 3 ettari di terreni di proprietà attraverso 3 diverse contrade tra Randazzo e Bronte, nel territorio del versante Nord-Ovest dell’Etna, un’area del vulcano caratterizzata da ampia escursione termica e da minore umidità rispetto agli altri versanti.
Questo versante è un’area incontaminata, ricca di castagni, noci, ginestre e felci selvatiche. Nonostante i terreni si trovino nello stesso versante e siano tutti sub-acidi, ricchi di humus e di minerali, presentano caratteristiche differenti: in contrada Nave è sabbioso-sciolto, in contrada Calderara è molto strutturato ed in contrada Lago è argilloso. L’altitudine va dai 650 metri ai 1.100 metri slm.
Le varietà coltivate sono Nerello Mascalese, Pinot Nero, Traminer Aromatico, Moscato di Alessandria petit-grains e Moscato di Noto. A livello sperimentale si coltiva Chardonnay e Merlot: la prima a queste altitudini assume freschezza, la seconda struttura e zuccheri.
Il Nerello Mascalese è un vigneto secolare, franco di piede situato in una delle zone più vocate per l’Etna rosso DOC, Randazzo – c.da Calderara; gli altri sono stati impiantati a fine anni ’80 dopo vari studi e ricerche (scelta porta-innesto, selezioni massali) con densità di impianto che arriva fino a 8300 ceppi per ettaro. La scelta varietale nasce proprio dalle varie condizioni climatiche presenti nei vari corpi aziendali, quindi non per stravolgere il territorio ma per valorizzare lo stesso. I vigneti sono condotti a contro spalliera con potatura a doppio cordone orizzontale con 4/5 speroni totali per facilitarne la meccanizzazione, secondo i criteri dell’agricoltura biologica, “vissuti” e “gestiti” secondo tempi e modi assolutamente naturali.

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia):

Nerello Mascalese, Etna Rosso DOC CRU, Pinot Nero IGT Terre Siciliane,Traminer Aromatico IGT Terre Siciliane, “Francesco” Vendemmia tardiva IGT Terre Siciliane.

Naturalmente “ETNA”

Abbiamo già parlato del vulcano e di nerello mascalese in un precedente articolo, qui vogliamo parlare di vino naturale, dove mani e terra dovrebbero bastare  per dare un prodotto che di quella terra riporti la musica e di quelle mani il sentimento. Se è vero che per ottenere l’identità del territorio lo si deve rispettare, la pratica di conduzione naturale  del vigneto è quella che più si avvicina all’obiettivo, a quella faccia nera del vulcano che non va “lavata”. Il sommelier è il tecnico della degustazione ma è anche colui che deve trasmettere le sensazioni di un vino e di un terroir con un linguaggio che la maggior parte della gente possa capire. E allora io la dico la parola proibita: minerale, minerale, minerale!
Si, minerale è la nota che tutti i SommelierdellaSera hanno sentito degustando questi vini dell’Etna. Certo l’enologo sottolinea che non c’è rapporto diretto fra terra ed aromi del vino, che lo zolfanello, il fumè, dipendono dall’acidità e dai tioli (composti dell’uva che aumentano all’aumentare dell’esposizione alla luce), ma il sommelier vuole raccontare il vino rispettando la tecnica del suo naso e della sua bocca. D’altronde quando si parla di acqua minerale ci sono tabelle e dati che descrivono il gusto dell’acqua stessa. Il vino non è forse fatto per la maggior parte d’acqua?

Chiara Giovoni, Ambassadeur du Champagne 2012, scrive:

“..non scordiamo che il suolo dello Champagne ed i suoi depositi calcarei risalenti al giurassico e kimmeridgiano hanno una componente minerale particolare che influenza la germinazione e crescita della vite e suoi frutti, di conseguenza in maniera diretta e indiretta il gusto del vino stesso, a cominciare dall’acidità. Minerale quindi è una qualifica per gli operatori del settore.. ma è una parola che innegabilmente può essere utilizzata per certe sfumature sottili difficili in genere da percepire.”

Allora minerale, minerale, minerale.
Il ritornello sembrerebbe scontato qui sul vulcano tuttavia, abbinato a questi vini naturali, crea sinfonie particolari e grandi assoli, nerello su tutti. Qua e là il gruppo trova qualche dissonanza “naturale”. Naturalmente.

Note di degustazione

Traminer Aromatico – IGT Terre Siciliane 2015

Dai 1100 metri del grande vulcano del sud: giallo dorato, limpido, consistente, naso di frutti tropicali maturi ed erbette aromatiche, fresco e sapido, minerale, finale lungo. Traminer dagli aromi delicati, leggiadra fanciulla sulla cenere.
Aperitivi e antipasti a base di pesce.

 

Carricante “Iddu” – IGT Terre Siciliane 2016

Giallo paglierino limpido, abbastanza consistente, naso di zolfanello e frutti gialli scende però facile in bocca, abbastanza lungo e sapido, minerale.  “Iddu”  è decisamente un tipo.
Primi piatti a base di pesce.

Rosato – IGT Terre Siciliane 2016

Rosa chiaretto, naso di fragola e bubble-gum, in bocca è rotondo e fresco restando comunque minerale. Da servire a 8-10 gradi. Aperitonico.

Pinot nero “Tiurema” – IGT Terre Siciliane 2014

Rosso rubino trasparente, naso di delicati piccoli frutti rossi, in bocca è caldo, rotondo e abbastanza fresco. Un po’ di palestra per le spalle.  Primi piatti sugosi.

Nerello mascalese “pussenti” Etna rosso DOC 2014   CRU

Rosso rubino abbastanza trasparente, consistente, naso complesso di frutti rossi, sottobosco fresco, agrume disidratato, in bocca è caldo, rotondo e potente, lungo. Vino “bello”, cioè buono, da aspettare ancora un po’, se ce la fai.  Filetto al pepe.

Nerello mascalese Etna Rosso DOC 2012

Rosso rubino abbastanza trasparente, consistente, naso complesso di conserve di frutta, fico e oliva, muschio, in bocca è caldo, rotondo e potente, lungo. Vino “bello” e maturo da bere subito con un cinghiale in umido.

Vendemmia tardiva “Francesco” – IGT Terre Siciliane 2015

Giallo dorato, consistente, naso di fiori di camomilla e miele d’acacia, in bocca è avvolgente restando fresco e di grande beva. Vino sorprendente. Pesce spada o foie gras.

Stefano – Sommelierdellasera

Sommelierdellasera Sommelier

About Sommelierdellasera Sommelier

Tutto è cominciato con il conseguimento del diploma da sommelier… poi non si sono più fermati! Sommelierdellasera è formato da un gruppo di sommelier diplomati AIS e ONAV con una grande passione per il mondo del vino. Si trovano regolarmente per degustare, visitare cantine, condividere esperienze e opinioni.

Check Also

Impressioni emotive nell’arte dello Champagne, nei suoi 5 territori!

  Cote des Bars Una banda colorita di vigneron impressionisti! Capisco cosa s’intende quando si …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti e ottieni uno sconto di 5€ o del 10%

Ottieni subito uno sconto sul tuo acquisto.
Non perdere questa occasione!
Nome
La Tua Migliore Mail
Secure and Spam free...