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La 'Deriva Social del Vino' Di Daniele Biguzzi.

  • La 'Deriva Social del Vino' Di Daniele Biguzzi.

Da trent‘ anni nell‘ambiente del vino e liquori ho potuto vedere l‘evoluzione del settore  da quando  si vendeva solo  il Concilio Grand Blue, il Volpi Cortese, Il Pinot Grigio Santa Margherita oppure, se volevi fare il figo proponevi lo straniero, il Lancers rosè.

Ora invece  si vendono soprattutto vini di qualità, richiesti da persone che hanno un minimo di competenza e buon gusto.

 

Negli ultimi vent’anni tantissime persone che lo bevevano e basta, disinteressati alla degustazione, hanno incominciato a investire tempo, soldi, studio, viaggi e riflessioni intorno al vino accrescendo la loro cultura ed educandosi all’assaggio del buon vino.

 

Negli ultimi anni questo mondo non ha solo addetti ai lavori ma migliaia di persone, disposte a formarsi e informarsi, pronti a viaggiare, stappare, fotografare, parlare e influire.

 

Mai come ora tanta gente si è iscritta a corsi di formazione come Ais, Aies, Onav od altro, ed ecco che proprio ora che la cultura del buon vino e del buon bere in maniera conscia e responsabile sembra avere il sopravvento che arriva la ‘deriva social’ del vino.

 

Oggi il vino, come gli abiti, il cibo, i posti visitati, le persone conosciute, diventa cartolina, status symbol, ostentazione dove si dedica più tempo al fotografare la bottiglia piuttosto che degustare capire godere e trasmettere ad altri la conoscenza del liquido odoroso.Con Facebook e soprattutto Instagram,  arriva la schiera di avvenenti influencer,  che postano stupende foto di bottiglie con angelici volti e sensuali corpi, mentre le poche certezze che avevamo si perdono vedendo ex  importanti e  pluripremiati sommelier fare  spregiudicate marchette a questo consorzio o quella cooperativa.

Tanti importanti produttori e cantine  incominciano a investire nel settore social appoggiandosi a questi avvenenti marchettari.

Che c’è di strano, è normale è marketing è il mercato è sempre stato così.

Noi del gruppo di Sommelierdellasera non ci stiamo, non ci fidiamo e vogliamo capire, vogliamo sentire quello che c’è nel bicchiere con i nostri sensi con il nostro gusto, vogliamo confrontarci magari anche con voi e alla fine dire se ci piace e se è buono, decidendolo senza che qualcuno lo faccia per noi.


Cari influencer, perchè ci dovreste ciecamente influenzare?  Abbiate almeno il coraggio di assaggiarlo, degustarlo e descriverlo il vino che fotografate altrimenti è troppo facile, arricchisce solo il produttore e voi, non vi espone al giudizio di chi lo assaggia dopo di voi e soprattutto non insegna e non fa crescere la cultura del buon vino.


Daniele Biguzzi

Sommelierdellasera

 

 

 

 


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